Una vita di famiglia ispirata alla Regola di S. Benedetto "Non parliamo di cose grandi, le viviamo" San Cipriano

Una vita di famiglia ispirata alla Regola di S. Benedetto

"Quanto sono amabili le tue dimore..."
Ogni dimora domestica è una casa di Dio. Il segreto di S. Benedetto per la felicità familiare

"Giunto vicino alla casa, udì la musica e le danze"

La parabola del Figliuol Prodigo ci presenta un giovane solo, affamato e disperato, che, dopo una lunga insensibilità, avverte nascere in sé una dolorosa nostalgia e una dolce speranza: il ricordo della casa paterna che, dopo tante illusioni e delusioni, gli offre l'immagine di una calda e accogliente dimora. "Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza, e io qui muoio di fame! Mi alzerò e andrò da mio padre…" Quanti figli prodighi ci sono oggi nel mondo, ma quante poche dimore calde e accoglienti rispondono all'anelito del loro cuore disilluso! Visitando un'antica casa di famiglia, nobiliare, borghese o contadina, abbandonata o ridotta a museo, non si è mai risvegliato in te un segreto rimpianto, accompagnato forse dal pensiero: "oggi non siamo più degni di avere case così accoglienti"?

"Ascolta, o figlio..."

Vuoi essere in grado di offrire ai tuoi figli una casa che non sia un albergo di passaggio, un dormitorio gratuito, un luogo di raccolta per persone estranee tra loro, ma piuttosto una dimora di pace e di amore, un porto sicuro in cui trovare conforto dopo le tempeste della vita? Quindici secoli fa, mentre ogni traccia di civiltà sembrava dover scomparire in un mondo sconvolto da barbarie, invasioni, guerre e pestilenze, un uomo lasciò un documento pieno di saggezza per insegnare come una comunità possa vivere nella concordia e nella pace e formare così una vera "casa di Dio", in cui "nessuno si turbi e si rattristi": S. Benedetto. Non potrebbe oggi il suo insegnamento dimostrarsi prezioso non solo per uomini e donne consacrati a Dio, ma anche per giovani e meno giovani famiglie?

"Dobbiamo dunque costituire una scuola di servizio del Signore"

Ma insomma che cosa insegna di speciale S. Benedetto? Non c'è già tutto nel Vangelo? E poi non sono più importanti i missionari, i servi dei poveri o degli infermi o magari i politici e i rivoluzionari anziché i monaci chiusi nei loro monasteri? S. Benedetto non crea direttamente missionari, né servi dei poveri o degli infermi, né tanto meno politici o rivoluzionari: egli crea però le condizioni concrete perché la vita umana in una comunità - perché normalmente essa non può essere che comunitaria - possa svolgersi cristianamente in tutti i dettagli della giornata, senza impedimenti, e anzi con un continuo stimolo al miglioramento. Si tratta perciò di stabilire come si dorme, come si mangia, come si lavora, come si rispettano gli orari, il silenzio, la preghiera comune e privata, come deve essere fatta materialmente la casa perché "da saggi e saggiamente sia amministrata". Dalle astrazioni della spiritualità o dei progetti di miglioramento sociale si scende ad incarnare il Vangelo nella carne di tutti i giorni. Poi i monaci faranno tutte le opere buone richieste dall'amore del prossimo, ma senza mai venir meno ai doveri più immediati verso la comunità in cui vivono e che dà loro ogni sostentamento materiale e spirituale, e così li rende capaci anche di portare aiuto al mondo, non solo con le idee geniali o con le attività straordinarie, ma anche e soprattutto con l'esempio della carità esercitata nella vita di tutti i giorni.

La famiglia monastica modello per la famiglia naturale

Dunque alla luce della Regola di S. Benedetto e della successiva tradizione benedettina la famiglia moderna dovrebbe chiedersi: a che ora ci si alza? Come e quando si prega insieme? Quale deve essere la struttura dell'abitazione? Quale il luogo di culto? Come si mangia? Come si rispettano gli orari? Quali devono essere i turni di lavoro perché tutti imparino a servirsi a vicenda? Quale uso fare dei mezzi di moderna comunicazione perché non invadano tutto e non cancellino ogni relazione umana e naturale? Quali devono essere gli orari del riposo e del silenzio? Quali libri devono girare per casa? Quale è la funzione della biblioteca? Quale musica, quali canti si devono amare e praticare? Quali vestiti indossare? Quali quadri, quale arte deve ornare l'abitazione?

"Che cosa più dolce per noi di questa voce del Signore che c'invita, fratelli carissimi?"

Ci avevi mai pensato? La cosa ti incuriosisce? Ti invita? Ti affascina? Vuoi saperne di più?

Una proposta

Una vita di famiglia ispirata alla Regola di S. Benedetto

Le tue migliori disposizioni umane e cristiane spesso rimangono inefficaci se non sono condivise e sostenute dalle persone con cui vivi.
Il modo di vivere ordinario di una famiglia moderna aiuta o piuttosto ostacola le tue più profonde aspirazioni?

Senza un ambiente e un costume sociale che la sostengano nella pratica giornaliera, la vita del singolo non può realizzarsi secondo un ideale di rettitudine umana e cristiana. Ciò significa che non basta evangelizzare l'intelligenza del singolo con belle catechesi e non basta neanche evangelizzare il cuore, la volontà e le opere del singolo con la pratica delle virtù evangeliche: è necessario creare ambienti sociali regolati nella vita di tutti i giorni da costumi, da tutti condivisi, rettamente ispirati alla saggezza umana e cristiana. Ora, qual è l'ambienta sociale fondamentale per la vita umana, il più facile da raggiungere, il più disponibile all'ascolto e che sta maggiormente a cuore alla Chiesa? Naturalmente la famiglia. Ma purtroppo anch'essa è esposta alla maggiore degradazione, perché la vita che si svolge nella casa quasi universalmente subisce il condizionamento di un andazzo comune passivamente accettato come una fatalità ineluttabile. Di fronte a un costume diffuso che, senza chiedere il permesso, prima ancora che incominci la convivenza, si insedia da padrone nell'abitazione, i singoli - siano marito, moglie o figli - si sentono e sono impotenti. Televisione sempre accesa e disponibile ad ogni messaggio, uso selvaggio e spesso precocissimo e irresponsabile dei moderni mezzi elettronici (internet, playstation, giochi e giochetti elettronici, cellulari etc.), orari disattesi, mensa disertata, liberi rientri notturni dei giovani, libri, riviste, giornali e giornaletti di genere deteriore che girano senza riguardi per la casa, abbigliamento giovanile pronto a seguire senza ritegno qualsiasi moda, pseudomusica che aleggia per la casa o si intrufola nei cervelli attraverso le cuffie, ornamenti e immagini di ogni gusto e genere - rarissimamente di arte bella classica o di religione -, genitori e figli sempre assenti, con il centro dei loro interessi sempre fuori della casa… Che altro? E' possibile in questo contesto non rimanere vittima del costume sociale imperante, della propaganda commerciale più cinica, dell'immoralità dilagante attraverso i potentissimi moderni mezzi di comunicazione di massa? A cosa servono le belle prediche e le belle catechesi? Tornando a casa il singolo, anche meglio disposto, si trova disarmato di fronte al suo ambiente familiare.


Se non vuoi che la tua famiglia sia un ostacolo per il bene che è in te, non bisognerà andare controcorrente e riformare l'andazzo comune, anziché accettarlo passivamente come una fatalità ineluttabile? Ma come fare? Forse S. Benedetto può darti buoni suggerimenti.


S. Benedetto e la tradizione monastica hanno voluto ordinare la vita quotidiana di una comunità alla luce della saggezza umana e cristiana, perché il singolo che voglia vivere cristianamente non sia ostacolato, ma al contrario sia sostenuto nella sua scelta di vita dalla comunità di cui fa parte. Questo ordinamento presenta due elementi: la disposizione pratica delle azioni e la disposizione interiore che deve animarle. Il primo elemento comporta le modalità e gli orari da seguirsi nei vari ambiti dell'agire (cioè il lavoro, il riposo, i pasti, le uscite, il vestire etc.). Il secondo comporta le relative disposizioni spirituali, cioè l'umiltà, l'obbedienza, la carità, la preghiera, l'ascolto di Dio etc. e le condizioni concrete che le favoriscono. Da questi due elementi e dal loro intrecciarsi scaturisce un quadro completo e dettagliato di vita comunitaria, frutto del ripensamento della tradizione monastica precedente attuato da S. Benedetto dopo anni di esperienza e sviluppato poi successivamente dai suoi seguaci nel corso dei secoli. Cercheremo ora di desumere da questa tradizione i vari aspetti, esteriori e interiori, secondo i quali dovrebbe ordinare la propria vita una famiglia che voglia cercare di sottrarsi al disordine oggi imperante attraverso la saggezza umana e cristiana benedettina (1). Per prima cosa cercheremo di elencare due serie di disposizioni - esteriori e interiori - ispirate alla Regola di S. Benedetto e ai suoi sviluppi e adattate allo spirito di una famiglia.


1. Le disposizioni esteriori riguarderanno: il lavoro (domestico, professionale, creativo), il riposo, i pasti, i vestiti, le uscite, gli ambienti, gli arredi, gli strumenti.


2. Le disposizioni interiori dipenderanno in massima parte da quegli aspetti della vita di famiglia ordinati più direttamente a coltivare il cuore e la mente: la preghiera, comune e privata, la carità all'interno e all'esterno della famiglia, il servizio reciproco, il dialogo fraterno, i tempi e i modi della conversazione e del silenzio, la lettura, lo studio, la musica, il canto sacro e profano, lo svago e l'arte più tradizionali, i mezzi moderni di divertimento, di espressione artistica e di comunicazione, l'ordinamento dell'abitazione (il luogo di culto, la biblioteca, l'ambiente del lavoro comune, la decorazione artistica, gli oggetti e le immagini devozionali).

Vuoi esaminare la proposta benedettina nei dettagli?

Una vita di famiglia ispirata alla Regola di S. Benedetto

Il Lavoro - leggi la proposta

I fratelli si servano l'un l'altro, sicché nessuno sia dispensato dall'ufficio della cucina, se non perché infermo ovvero occupato in affare di grande utilità, giacché con ciò si guadagna una maggiore ricompensa e un maggior merito di carità.

Il Riposo - leggi la proposta

Appena si sono alzati da cena, vadano tutti a sedersi insieme, ed uno legga le "Collazioni" o le "Vite dei Padri" o altra opera che edifichi gli ascoltatori; ma non i primi sette libri della Bibbia o quelli dei Re, perché alle menti deboli non sarebbe utile a quell'ora udire questi libri della scrittura... Quando poi [la mattina] si alzano per l'Opera di Dio, si esortino delicatamente a vicenda per impedire le scuse dei sonnolenti.

I Pasti - leggi la proposta

Alla mensa poi, chi non sia arrivato prima del verso, in modo che tutti insieme dicano il verso e preghino, e tutti insieme pure si siedano a mensa, se la mancanza è dovuta a negligenza o cattiva volontà, sia ripreso per questa colpa sino alla seconda volta... Nulla è così sconveniente ad ogni cristiano quanto l'eccesso del cibo, come dice il Signore nostro: 'Siate attenti perché i vostri cuori non siano aggravati dal soverchio cibo.'.. Alle mense dei fratelli non deve mancare la lettura.

I Vestiti - leggi la proposta

Noi... riteniamo che bastino per ciascun monaco la tunica, la cocolla... lo scapolare... Anche le cocolle e le tuniche per il viaggio siano alquanto migliori di quelle che hanno usualmente.

Le Uscite - leggi la proposta

I monaci che devono essere mandati in viaggio, si raccomandino alla preghiera di tutti i fratelli e dell'abate; e sempre all'ultima orazione dell'Ufficio divino si faccia memoria di tutti gli assenti.

Gli Ambienti - leggi la proposta

Il monastero, se è possibile, dev'essere organizzato in modo che tutte le cose necessarie, cioè l'acqua, il mulino, l'orto e le officine delle diverse arti si trovino dentro l'ambito del monastero, perché i monaci non abbiano alcuna necessità di andar vagando fuori: ciò che non giova assolutamente alle anime loro.

Gli Arredi - leggi la proposta

Se qualcuno tratterà con poca pulizia o con negligenza le cose del monastero, venga ripreso. Se non si emenderà, sia sottoposto alla punizione regolare.

Gli Strumenti - leggi la proposta

E perché questo vizio della proprietà sia strappato fin dalle radici, l'abate dia tutto ciò che è necessario; cioè la cocolla, la tunica, le calze, le scarpe, la cintura, il coltello, lo stilo, l'ago, il fazzoletto, le tavolette, in modo da togliere ogni pretesto di bisogno... Quel che è in più è già superfluo, e deve eliminarsi

L'ordinamento dell'Abitazione - leggi la proposta

La casa di Dio sia amministrata da saggi e saggiamente... perché nella casa di Dio nessuno si turbi e si rattristi.

La Preghiera - leggi la proposta

In queste ore dunque rendiamo lodi al nostro Creatore... e la notte leviamoci a celebrarlo.

La Carità - leggi la proposta

E' dunque in questo zelo che i monaci devono esercitarsi con ardentissimo amore: si prevengano cioè l'un l'altro nel rendersi onore; sopportino con somma pazienza a vicenda le loro infermità fisiche e morali; si prestino a gara obbedienza reciproca; nessuno cerchi l'utilità propria, ma piuttosto l'altrui.

Il Dialogo Fraterno - leggi la proposta

Abbiamo detto di chiamare a consiglio tutti, perché spesso ad uno più giovane il Signore ispira un parere migliore... La decisione dipenda dal volere dell'abate... ma come ai discepoli è doveroso obbedire al maestro, così è conveniente che anche lui tutto disponga con provvida ed equanime assennatezza... Sempre i monaci devono osservare con cura il silenzio, ma soprattutto nelle ore notturne.

La Lettura - leggi la proposta

Ascoltare volentieri le sante letture.

Lo Studio - leggi la proposta

Questa Regola poi l'abbiamo abbozzata, affinché con l'osservarla nei monasteri diamo prova in qualche modo di avere almeno dignità di costumi e un certo avviamento di vita monastica. Ma per chi vuole procedere celermente verso la perfezione di tale vita, vi sono i precetti dei santi Padri, che fedelmente praticati sono ben atti a condurre l'uomo al culmine della virtù. Quale pagina infatti o quale parola d'autorità divina del Vecchio e del Nuovo Testamento non è rettissima norma per la vita umana? O quale libro dei santi Padri cattolici non ci esorta con insistenza a correre per la via diritta verso il nostro Creatore? Chiunque pertanto tu sia che ti affretti alla patria celeste, poni in pratica con l'aiuto di Cristo questa minima Regola per principianti appena delineata; e allora a quelle più alte vette di dottrina e di virtù, che abbiamo sopra menzionate, potrai certo facilmente giungere con la protezione di Dio

La Musica e il Canto - leggi la proposta

I fratelli non tutti leggano o cantino in ordine di anzianità, ma solo quelli che siano atti ad edificare gli uditori.

Lo Svago e l'Arte più tradizionali - leggi la proposta

Con gioia di soprannaturale desiderio aspetti la santa Pasqua.

Amicizia tra una famiglia naturale e una famiglia monastica - leggi la proposta

Se qualche cosa un pochino dura, suggerita da un ragionevole equilibrio, dovrà pure introdursi per la correzione dei vizi o per la conservazione della carità, non ti lasciar subito così cogliere dallo sgomento da abbandonare la via della salute, che non può intraprendersi se non per uno stretto imbocco.

Per partecipare al progetto

Si possono contattare i seguenti recapiti e chiedere del P. Priore o del monaco incaricato del progetto Tel.: 0765/277065
Fax: 0765/277191
Email: farfenprior@libero.it / massimolapponi@yahoo.it

LA FAMIGLIA MONASTICA - L'ideale umano e cristiano che hai potuto conoscere attraverso queste pagine più pienamente che in una famiglia naturale lo potrai realizzare in una famiglia monastica

BIBLIOGRAFIA

L'intero argomento trattato in queste pagine si trova più ampiamente svolto nel volume:
"San Benedetto e la vita familiare" di D. Massimo Lapponi, Benedettino dell'Abbazia di Farfa, disponibile anche in lingua inglese: "The Rule of Saint Benedict for Family Life Today" (pubblicato a Londra nel 2010 presso la St Pauls Publishing)

San Benedetto e la vita familiare The Rule of Saint Benedict for Family Life Today

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