Solennità di Tutti i Santi, esposte e benedette le opere del Maestro Verola: la fotogallery!
nov22022

Si è svolta ieri pomeriggio la solenne Messa dedicata a tutti i Santi che in ogni tempo e in ogni luogo hanno dato testimonianza della parola di Cristo, espressione di Dio e dell'uomo. La celebrazione liturgica è stata accompagnata dalla Corale Mompeo-Farfa che -  sotto la direzione della Maestra Roberta Duranti all'organo - ha aperto con le sublimi melodie del Canto "Iubilate Deo" che risuonano sempre con ardore nei cuori di chi le ascolta.

Prima di iniziare la S Messa, il Priore Dom Eugenio Gargiulo ha benedetto le nuove opere del Maestro Francesco Veròla che rimarranno esposte per una settimana all'interno della basilica, in prossimità dell'altare.

Si tratta di tre dipinti di grandi dimensioni che andranno a far parte di un importante e cospicuo ciclo di tele che il Maestro ha già realizzato per l'Abbazia farfense e che si possono ammirare lungo il percorso delle visite guidate.

"La prima opera raffigura San Benedetto che compie un dei suoi miracoli come segno della manifestazione divina – spiega Veròla-. Questa volta ho ritratto San Benedetto che resuscita un monaco morto sotto le macerie dopo il crollo di un muro. Nei Dialoghi di San Gregorio Magno si narra che il diavolo avesse avvisato San Benedetto del suo arrivo tra i monaci impegnati nella costruzione di un muro ma il messo, inviato dal Santo presso i suoi confratelli, non fece in tempo. Così la mano del maligno lo anticipò facendo crollare l'opera muraria.  Nel testo si narra che il fraticello venne trasportato nella stanzetta del Santo la cui preghiera riuscì a riportarlo in vita. In questo caso ho ambientato il miracolo in una cornice più articolata in cui si possono ammirare tutte le figure e il luogo animato anche da altri personaggi".

"La seconda tela raffigura San Francesco Saverio, considerato il più grande evangelizzatore del lontano Oriente: dall'India all'Indonesia fino al Giappone – continua Verola -. Si stima, infatti, che durante la sua vita abbia battezzato circa 30 mila persone nonostante la sua vita terrena si sia fermata a 46 anni, nel 1552. Era nato in Navarra nel 1506 e durante i suoi studi a Parigi incontrò Ignazio da Loyola, con il quale condivise l'avventura della fondazione della Compagnia di Gesù. Nel 1540 fu inviato in Oriente e da lì ha incessantemente dato prova di forza e coraggio attraversando continenti sconosciuti per diffondere la parola di Cristo. Un vero messaggero di pace che, nonostante i suoi alti natali, abbracciò la croce per curarsi della salvezza dell'anima, ma lo fece rimanendo tra i poveri, tra i malati, senza mai indietreggiare di fronte a chi osteggiava il verbo di Cristo. Paolo V lo beatificò nel 1619 e Gregorio XV lo canonizzò nel 1622".

"Il terzo lavoro rappresenta San Giuseppe Vaz che – nato nel 1651 e morto nel 1711 -  è stato il primo indiano ad essere santificato per la sua grande opera soprattutto a Ceylon l'attuale Sri Lanka dove oggi c'è anche una sede benedettina che fa capo all'Abbazia di Farfa – conclude Veròla -. In quella terra infatti riuscì a superare numerosi perigli causati dai calvinisti olandesi della Compagnia delle Indie che ostacolavano la diffusione del Vangelo. Minacciato di morte portò clandestinamente il suo aiuto ai cattolici del luogo arrivando fino alla capitale Colombo. Un uomo di spirito e anche d'azione che durante l'epidemia di vaiolo del 1697 riuscì, attraverso la cura dei malati e la diffusione di norme igieniche, a contenere il numero dei morti. Grazie alla sua perseverante opera venne costituita una missione così estesa da contenere 100mila cattolici praticanti.  È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1995 a Colombo nello Sri Lanka e nel settembre 2014 Papa Francesco ha promulgato il Decreto per la Canonizzazione".

Conclusa la S Messa un caloroso ed eccezionale applauso ha accolto il Maestro Veròla che con la sua arte sa narrare e donare l'incanto della bellezza e della santità.

Foto: Fabrizio Farese

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