Lezioni di musica all'Abbazia di Farfa, Daniela Busenti: "Alla mia età riscopro talenti e gioia!"
gen192023

Una passione che non l'ha mai abbandonata quella per la musica. Una passione che ritorna dopo oltre quarant'anni e che oggi nutre il presente di Daniela Busenti che ci racconta il suo approdo all'Accademia musicale farfense dove lo scorso novembre ha iniziato il Corso di propedeutica musicale con la M° Roberta Duranti.

"Ho studiato musica da piccolina a scuola ed è sempre rimasta nel mio cuore – spiega Daniela -. Diversi anni fa ho fatto anche lezione di solfeggio e canto ma a causa degli impegni lavorativi li ho messi da parte. Con il Covid e soprattutto dopo la pandemia è nata in me l'esigenza di riprendere e concretizzare il mio sogno: suonare uno strumento. Avendo in casa un pianoforte che suona mia madre, ho iniziato con questa 'meraviglia' che non è affatto semplice ma tanto non mi corre dietro nessuno! Quindi lo vivo come un hobby che è comunque un'attività impegnativa che amo fare e che mi porta in un altro mondo rispetto a quello lavorativo.

L'Abbazia di Farfa è un luogo che raggiungo da tempo per ascoltare i concerti che spesso organizzano in questo scenario suggestivo e un po' fuori dal tempo. Un bel giorno mi sono ritrovata in mano un volantino che presentava i Corsi dell'accademia farfense. E' stato un attimo ed ho contattato colei che poi è divenuta la mia insegnate, Roberta Duranti. Ho fatto una lezione di prova e via! Così lo scorso novembre ho iniziato le lezioni propedeutiche che sto vivendo con grande entusiasmo perché, oltre alla parte teorica, sono anche molto pragmatiche per cui si inizia subito a suonare. 

Avevo già una base che mi consentiva di leggere la musica ma tutto il resto è sempre una piacevolissima conquista che mi porta ad una costante crescita. La prima grande sfida ossia quella di suonare con due mani è stata vinta e condivisa con la docente Roberta che in modo intelligente sa condurmi in questo nuovo viaggio.  Che felicità quando ho suonato, ancora in modo rudimentale, la 'Ninna nanna' di Brahms o 'La gioia nel mondo' di Isaac Watts. Ma già con la canzone di Natale mi sembrava di vivere un sogno! C'è sana soddisfazione nel saper muovere le mani sulla tastiera e produrre dei suoni che, sebbene non abbiano ancora una bella melodia, sono comunque il frutto di un lavoro assiduo.

Quando parlo di crescita intendo anche quella personale perché iniziare un percorso a quasi cinquant'anni significa mettersi in gioco ed è davvero benefico perché scopri o riscopri talenti che - attraverso la costanza, la tenacia e l'umiltà - puoi coltivare uscendo così dalla solita routine. E poi sono stata fortunata: Roberta è un'insegnante fantastica perché come ho già anticipato ti catapulta direttamente nel mondo del fare, del suonare ed è bellissimo perché si crea un rapporto diretto con la musica non intermediata con troppe logiche e teorie. E' un percorso che sta strutturando veramente bene. Sono molto felice! Infine c'è anche la meravigliosa sensazione che provo ogni volta che arrivo all'Abbazia che alla sera è ancor più avvolta da quell'atmosfera fuori dal tempo che mi fa riscoprire una dimensione più lenta, meditativa e consapevole".

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