Il catechista Simonetti incontra le mamme: "Il Cristianesimo è uno stile di vita"
gen182023

"Dio è il nostro Padre" questo il tema proposto dal catechista Stefano Simonetti che, in sostituzione di Padre Gerald Cadieres, ha incontrato lo scorso sabato le madri dei bambini e dei ragazzi che, rispettivamente, si stanno preparando alla Prima Comunione e alla Cresima.

Seguendo la scaletta preparata da Padre Gerald (1. Opportunità o meno di credere in Dio; 2. Come ci posizioniamo davanti all'affermazione cristiana che Dio è nostro Padre 3. Quanto è presente Dio nella mente dei genitori, quanto si interrogano personalmente su Dio e sulla sua condizione di Padre; 4. Quale immagine abbiamo di Dio; 5. Quali le conseguenze di credere o meno in Dio), il professor Simonetti ha successivamente messo nero su bianco le sue riflessioni su un momento fatto di scambio.

 "Dopo il confronto e il recupero del proprio vissuto da parte dei presenti, è emerso che nel pensare a Dio si prova timore e prevale ancora l'immagine antica di Dio Padre "canuto et bianco" per cui ci rivolgiamo con maggiore spontaneità e sicurezza a Gesù Cristo e alla Vergine Maria – scrive Simonetti -. Durante l'incontro ho fatto leggere a Federica Betunio, sorella di Benedetta (primo anno Cresima), la parabola del Padre misericordioso tratta dal Vangelo di San Luca 15,11-24, come indicato nella scaletta di Padre Gerald. Nel corso delle riflessioni su questo straordinario testo, è stata individuata dai partecipanti la classica dinamica familiare che attraversa i secoli e continuamente si ripresenta nelle nostre case: il figlio minore che vuole allontanarsi dalla famiglia in nome della propria indipendenza (come dicono quasi sempre i ragazzi ai genitori nel corso di tante discussioni tra le quattro mura: "La vita è mia e la gestisco io!"); il figlio maggiore che si lamenta per non essere valorizzato nonostante il suo impegno e la fedeltà ai valori del nucleo familiare; il padre, al quale Gesù, nel racconto evangelico, dà un ruolo speciale, straordinario, innovativo, presentandolo come modello di papà educatore: il figlio minore vuole allontanarsi da casa ebbene, il padre lo accontenta dandogli la sua parte in denaro; quando il ragazzo pentito ritorna, l'uomo lo accoglie, non lo condanna, organizza una grande festa per lui; di fronte alle rimostranze del figlio maggiore, invita quest'ultimo a mettere da parte l'astio, l'egoismo e a unirsi alla gioia della famiglia. Si tratta di un padre non vendicativo, con uno sguardo aperto, "evangelico" sul mondo. Padre Gerald, nella sua riflessione sulla parabola, ci ha indicato un "terzo figlio" presente nel racconto: Gesù Cristo che, oltre ad aver colto ciò che c'era nel cuore di quel genitore, ha stabilito con Dio Padre un rapporto di "piena sintonia" e si presenta come Colui che è venuto nel mondo per salvare "i suoi fratelli perduti".

"Prima del commiato è stato recitato il Padre Nostro, preghiera che ha dato il senso più alto a quanto emerso nel corso del nostro incontro – conclude il catechista Simonetti -. Si è trattato di un momento interessante, coinvolgente: riferimenti biblici e contenuti di parabole memorizzate da tempo si sono intrecciati ai tanti episodi della nostra esistenza perché il Vangelo è un tutt'uno con la nostra vita privata e pubblica. Anche da questo si capisce che il Cristianesimo è uno stile di vita, un modo di porsi nel mondo".

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