Catechesi, la trasmissione della fede dai genitori ai figli!
mar152023

[justify](di Stefano Simonetti) Sabato 11 marzo, l'incontro pomeridiano di catechesi dei genitori all'Abbazia di Farfa ha avuto come tematica da sviluppare la trasmissione della fede nel nucleo familiare. Le signore presenti – Anna Lisa Delli Noci, Caterina Marulli, Marilena Betunio, Sestilia Simei – insieme al catechista Stefano Simonetti, hanno approfondito l'argomento con riflessioni ed esempi che spaziavano lungo l'arco della loro vita in famiglia e nei luoghi di formazione come la parrocchia, la scuola e gli incontri della vita, profondamente incisivi sulla loro fede che, con il trascorrere degli anni, è diventata adulta, di spessore, con interrogativi, dubbi, conferme, sempre legata alla quotidianità, arricchita con momenti di preghiera.

L'incontro è avvenuto alla presenza dei ragazzi del primo anno della Cresima – Alessio, Benedetta, Emma, Erica, Nicole – contenti di confrontarsi con il gruppo delle mamme e riportando la loro bella testimonianza su come hanno ricevuto dai genitori la fede, come vedono la testimonianza degli adulti e come la vivono personalmente. Anche questo è un modo per conoscersi meglio.

Qui di seguito si riporta il contenuto dell'incontro -  preparato dal catechista su indicazioni di Padre Gerald Cadieres – sviluppato intorno a letture di testi sacri e non, aventi come punti di riferimento la formazione umana e religiosa dei bambini e degli adolescenti e il modo di vivere il Vangelo da parte dei genitori-educatori.

LA TRASMISSIONE DELLA FEDE DAI GENITORI  AI FIGLI

Tutti i genitori – sia credenti che non - lasciano segni indelebili nel cuore dei figli!
 
"Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza" (Umberto Eco, 1932-2016 saggista e intellettuale, ha scritto saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia oltre a romanzi di successo come "Il nome della rosa").
 
Tutti i genitori trasmettono valori condivisi, atteggiamenti comprensivi

Se il bambino mangia sano e respira aria buona, starà bene in salute! = il cibo sano e l'aria pura del bambino sono i genitori costruttivi che si amano e/o si rispettano reciprocamente.

Far vedere a noi stessi per primi e ai nostri figli com'è  educativo, bello e protettivo stare assieme nei momenti delle cadute, delle fatiche, delle scelte importanti, quando ci si rialza dopo un insuccesso.
Vivere insieme è un cammino che dà la forza di continuare mossi dal desiderio di crescere e andare verso il nostro compimento, verso la nostra realizzazione umana.

Riscoprire l'autorevolezza ossia salvare il valore e il principio dell'autorità (che non è l'autoritarismo): di fronte ai figli, i genitori devono far vedere che sono i primi a rispettare e applicare le regole in modo che ai bambini e agli adolescenti appaia naturale rispettare la legge, bene comune della società ("Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" – Immanuel Kant, filosofo tedesco 1724 – 1804).

Purtroppo, oggi, molti genitori difendono a oltranza i propri figli contro tutto e tutti, rifiutando di  vedere i loro limiti, i loro comportamenti negativi: insegnanti, genitori dei compagni, arbitri e allenatori … tutti rivali!!! Occorre trasmettere ai giovani lo spirito di sacrificio, l'accettazione delle delusioni, delle critiche.
 
Il valore aggiunto dei genitori cristiani: la trasmissione della fede
 
Papa Francesco: "educare al trascendente aiuta i giovani a sognare!" (tweet del Papa, 12.08.2019)
con i bambini è facile parlare di Gesù, più complicato con gli adolescenti.  Con questi ultimi però bisogna provarci, mai abdicare come genitori, occorre essere sempre propositivi.
 
 
Amare Gesù aiuta a portare con saggezza, con consapevolezza, il carico di stanchezza, gli scoraggiamenti, le delusioni ("Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede" San Paolo, 2^ Lettera a Timòteo 4, 7).
Con i figli occorre puntare sulla loro naturale propensione al bene.
Educarli alla carità, alla solidarietà verso la famiglia d'appartenenza, nei confronti del prossimo, trasmettere la gioia dello stare insieme, del dialogare insieme, del condividere momenti di preghiera in casa e in chiesa. Trasmettere ai figli e coltivare il dono della Fede non è riposo bensì responsabilità!

Come nelle attività sportive, agonistiche, in palestra, o semplicemente con gli esercizi fisici tra le quattro pareti di casa, per il proprio benessere fisico, il Vangelo è uno stile di vita, un modo di pensare, di essere sia a livello individuale che comunitario. Proprio come lo sport che si vive individualmente e in gruppo. Nella sua bimillenaria storia, questa la forza, la bellezza del Cristianesimo.

Noi genitori, le famiglie, siamo tutti educatori, dovremmo vivere la nostra fede cristiana in modo più "sportivo" cioè motivare noi stessi e poi i nostri figli a saper correre: non celebrare e rimpiangere il passato (" ai miei tempi c'era più rispetto, si studiava di più, c'era più religione, ecc. ecc.". Se iniziamo così il rapporto con i figli e i giovani in generale, ce li perdiamo!)
 
 
La sequela di Cristo = corsa atletica
San Paolo, cittadino romano, conosceva gli antichi giochi di Olimpia:
"/…/ questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Lettera ai Filippesi, 3, 13-14).

"Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato" ( 1^ Lettera ai Corinzi 9, 24-27).

Foto: Angela Longobucco
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