Biblioteca di Farfa, tra le pergamene un frammento dell'XI secolo
set132022

Con un patrimonio di circa 64mila volumi che abbracciano i più diversi rami dello scibile, la Biblioteca di Farfa è un autentico Monumento Nazionale. Tra i suoi documenti ricordiamo i preziosi manoscritti medievali e gli incunaboli che sono da sempre oggetto di studio di numerosi studiosi di tutto il moneto e tra questi anche molti degli storici e professori universitari che domani saranno a Farfa per il Convegno Internazionale "Oltre Worms. La costruzione dello specifico occidentale nel XII secolo, tra declinazioni dei poteri locali e dimensione universale" (dal 14 al 16 settembre).
Ecco uno degli antichi documenti custoditi nella nostra biblioteca: frammento proveniente dal manoscritto farfense 32 che si trova che si trova nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Contiene l'Expositio super epistola Pauli ad Hebraeos di Aimone di Auxerre; minuscola romanesca; sec XI.

Il manoscritto di pergamena contiene un "omiliarium compositum" nel quale le omelie si alternano con le vite dei santi. Nell'archivio digitale della Biblioteca nazionale centrale di Roma leggiamo che il suddetto codice è stato ricondotto allo scriptorium farfense per:
• La presenza di santi particolarmente venerati nell'abbazia (tra questi Getulio, Lorenzo abate, Vittoria, Antimo e Sisinno, Vittorino, Equizio abate e Gregorio spoletino);
• Per la presenza del "Libellus constructionis Farfensis", citato più spesso come "Constructio monasterii Farfensis", una ricostruzione della storia del monastero di Farfa a partire dal suo secondo fondatore, Tommaso di Morienna (680-720), fino all'abate Ilderico (843-857). Il fatto che il testo di carattere storico sia stato incluso in un testo liturgico testimonia come la comunità dell'abbazia fosse consapevole dell'importanza della propria storia e che la riteneva degna di essere letta e ascoltata durante la liturgia;
• Utilizzo della scrittura romanesca e la decorazione di alcune note che richiamano quelle di un altro manoscritto proveniente da Farfa ma anch'esso nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Farf. 27).

Il codice fu conservato nella biblioteca dell'abbazia di Santa Maria di Farfa fino al 1876 anno in cui pervenne alla Biblioteca nazionale centrale di Roma in seguito alla soppressione delle Corporazioni religiose.

Come accedere alla Biblioteca:
Apertura pubblico: 9:30-12:30; 15:30-18:00
- Per la consultazione del Fondo contemporaneo è necessario un documento d'identità senza prenotazione.
- Per la consultazione dei documenti antichi e l'accesso all'Archivio è necessaria la prenotazione al numero 338 6077654.

Foto: Fabrizio Farese

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