A Farfa il trio Get Wet, Lorenzo Bagnoli: "Il soffitto della Basilica mi ricorda Palazzo Vecchio a Firenze"

17/08/2022 | A Farfa il trio Get Wet, Lorenzo Bagnoli: "Il soffitto della Basilica mi ricorda Palazzo Vecchio a Firenze"

A Farfa il trio Get Wet, Lorenzo Bagnoli: "Il soffitto della Basilica mi ricorda Palazzo Vecchio a Firenze"

Una serata ricca e variegata quella del ferragosto farfense! Tra le proposte anche la strepitosa musica del trio Get Wet che si è esibito nello spazio "into the garden" del Fara Music.

Lorenzo Bagnoli (alla chitarra), Alessandro Cianferoni (al basso) e Daniele Cianferoni (alla batteria) hanno anche presentato il loro disco d'esordio "DeepStorming" che ha lasciato agli spettatori la voglia di acquistarlo per continuare il viaggio musicale anche a casa!

Il loro album, infatti, contiene musiche provenienti da diverse parti del mondo con una fusione di jazz, musica black , funk e suoni che dal Sud America arrivano al Medioriente!

Un lavoro di squadra che il capitano Lorenzo Bagnoli ci spiega con la sua chitarra in mano. "Il nostro percorso è il frutto di due strade molto diverse che si sono incontrate – racconta Lorenzo -. C'è la mia personale che a un certo punto ha lasciato il suo lavoro da commerciale in un'azienda di calzature per dedicarsi completamente alla musica e quella di Alessandro e Daniele che sono gemelli e che suonano insieme da oltre vent'anni! Durante il lockdown mi sono tuffato nella musica. Sono uscite fuori delle idee e pian piano ho tirato fuori nuovi pezzi che insieme al talento dei mie due amici e colleghi si sono concretizzate nel nuovo disco "DeepStorming".

Lorenzo conoscevi l'Abbazia di Farfa?
No. Conoscevo Fara in Sabina per via dello storico Festival organizzato da Moccia. E quest'anno è stata una bellissima sorpresa perché è un posto accogliente e magico. Noi veniamo da Firenze dove l'arte non manca e devo dire che ci sono scorci familiari. Ad esempio il soffitto a cassettoni della basilica mi ricorda quello del salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Ci sentiamo un po' a casa anche se qui a Farfa la bellezza architettonica e pittorica è a diretto contatto con la natura che l'avvolge.

A proposito di spazi, cosa ne pensi di questo itinerario musicale organizzato dal Fara Music in un circuito più ristretto rispetto alle grandi piazze?
Un circuito piccolo e giusto! Non ho una grandissima esperienza di piazze grandi ma posso dire che questa sera ho visto un pubblico attento. E questo è stimolante. Esibirsi su un palcoscenico così prossimo alle persone e sotto questo cielo significa percepire chi hai di fronte.
Significa liberare le proprie emozioni ma al contempo accogliere quelle di chi ti sta guardando. E' un passo in più verso la conoscenza di me stesso sia come uomo sia come artista che vuole crescere. Grazie a Farfa, al Fara Music e a questo pubblico!

 

 

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