Santi e Beati di Farfa

L'Abbazia di Farfa ha conosciuto una lunghissima storia, nella quale la grazia divina ha sostenuto lo sforzo degli uomini, soccorrendoli in numerose e gravi difficoltà. Questa storia incominciò con San Lorenzo Siro, che la tradizione indica come il "fondatore di Farfa".

San Lorenzo Siro (sec. V-VI)

San Lorenzo Siro - Tavola XV-XVI sec Museo Monastico di Farfa

S. Lorenzo venne in Italia dalla Siria nel sec. V, durante le persecuzioni degli eretici ariani in Oriente. Dopo aver evangelizzato l'Umbria e la Sabina, diventò vescovo. Operò molti miracoli e fu detto il "Santo Illuminatore" perché restituì la vista agli occhi privi di luce e alle menti accecate. Lorenzo morì dopo una vita santa, lasciando un ricordo destinato a durare nei secoli. La sua fama e quella del monastero da lui fondato si propagò nelle regioni vicine e molti vennero a Farfa per consacrarsi a Dio. Divenuto un centro di preghiera, dopo qualche tempo il santuario fu distrutto dai barbari. Ma la santa vergine non permise che la sua casa restasse abbandonata per sempre e apparve ad un uomo eletto da Dio come strumento della sua grazia. Era un santo prete.

San Tommaso da Morienna (650 - 720)

San Tommaso di Moriana - Tavola XV-XVI sec Museo Monastico di Farfa

Nativo della Savoia, Tommaso si era recato in Terra Santa per venerare il Santo Sepolcro e aveva deciso di fermarsi a Gerusalemme. Una volta mentre egli pregava presso il sepolcro di Cristo afflitto per la difficile situazione dei cristiani gli apparve la Santa Vergine e gli disse di ritornare in Italia e di cercare nella sabina una basilica a lei dedicata: li si sarebbe fermato e vi avrebbe trascorso il resto della vita nel servizio di Dio. Tommaso obbedì alle parole della Vergine, trovò il luogo indicato ("Iste est quem tibi promiseram locus") e vi restaurò la vita monastica, riunendo attorno a sé altri discepoli e guidandoli sulla via della santità. Perciò egli è considerato il secondo fondatore di Farfa. Da qui partono tre monaci e vanno ad Isernia per erigervi il più numeroso monastero d'Europa "San Vincenzo al Volturno (Isernia)" con oltre novecento monaci.

 

Beato Placido Riccardi (1844 - 1915)

Beato Placido Riccardi

Tommaso nasceva terzogenito a Trevi(Umbria), il 24 giugno 1844. Il Beato Placido fu rettore della Basilica Mariana in Farfa per un ventennio. Condusse una vita santa e rigidissima. Dopo gli avvenimenti territoriali di Farfa avvenuti nel 1912, a causa dei quali l'Abbazia di Farfa rischiò di restare vuota, fu Lui che pregò fervidamente perché l'Abbazia si ripopolasse di monaci. Desiderio che, nei misteri della Fede, venne accolto cinque anni dopo la sua morte avvenuta nel 1915 a Roma. Infatti, il 15 marzo 1920, data dell'anniversario della sua morte, nove monaci, con la benedizione del Santo Padre, varcavano la soglia dell'Abbazia dando luogo alla celebrazione delle ore monastiche. Ancora oggi, nell'era della massima civiltà tecnologica, i boschi, le fonti, le amene campagne che circondano l'Abbazia di Farfa, sono avvolti dal Suo prezioso profumo. Mentre negli animi umani si rinnovella sempre più forte il Suo “Verbo”. Fu beatificato da Pio XII nel 1954.

Beato Ildefonso Schuster (1880 - 1954)

Beato Ildefonso Schuster

Alfredo Schuster nasce a Roma il 18 gennaio 1880 da Giovanni e Maria Anna Tutzer, entra nel 1891 come alunno nell'Abbazia di S. Paolo f.l.m., dove il 12 novembre 1898 inizia il noviziato col nome di Ildefonso, emettendo i primi voti il 13 novembre 1899 e quelli solenni e definitivi il 13 novembre 1902. Viene ordinato sacerdote il 19 marzo 1904 nella Basilica del Laterano. Nel 1908 è Maestro dei novizi, nel 1915 Priore e nel 1918 Abate di S. Paolo. Il 15 marzo 1920 manda nove monaci di S. Paolo a Farfa e riprende l'osservanza Monastica integrale. Pio XI lo crea cardinale e lo consacra il 21 luglio 1929 arcivescovo di Milano, dove sarà pastore buono, padre e maestro della Chiesa ambrosiana fino alla sua morte, avvenuta a Venegono il 30 agosto 1954. Il 12 maggio 1996, Giovanni Paolo II lo proclama Beato

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