Presentazione e programma dell’incontro del 27 giugno 2010

15/06/2010 | Presentazione e programma dell’incontro del 27 giugno 2010



Carissimi,
vorrei raccontarvi alcune esperienze interessanti di questi ultimi giorni e le riflessioni che esse mi hanno suggerito.
Poche settimane fa, dietro invito di C. Gobbi, ho assistito, insieme a due persone amiche, a un evento straordinario: nel Teatro dell’Opera di Roma una folla di bambini che gremiva la grande sala assisteva ad un’edizione adattata per loro de “La Traviata” di Giuseppe Verdi. I bambini, preparati per questo durante l’anno scolastico, nei punti corali si univano tutti insieme al canto degli artisti - e non sempre i passaggi erano facili.
Naturalmente uno dei punti più suggestivi del canto dei bambini è stato il coro delle Zingarelle - per quanto da molti critici considerato troppo popolaresco. Spontaneamente mi è venuto di chiedere alla signora Gobbi se aveva mai pensato alla “Carmen” di Bizet. Mi ha risposto che infatti era stato già fatto e per i bambini era stata una delle esperienze più travolgenti. L’opera era stata eseguita in italiano, ma i bambini avevano cantato le parti corali in francese.
Nulla di strano che pochi giorni dopo, mentre preparavo l’altare per la messa, mi sia messo a canticchiare “Toreador en garde!”. Capita in quel momento l’amico milanese di D. Agostino Camillo (animo buono e molto semplice) e mi dice: “Uno che canta in chiesa ‘Toreador’ ha capito tutto! Tutto!”
Vox populi!.. Faccio presente che l’autore della novella da cui è tratta la “Carmen”, Prosper Mérimée, era un miscredente, e certamente la “Carmen” non è un’opera “devota”! Ma ecco il punto: si è sempre più imposta una divisione innaturale tra le cose belle cosiddette “profane” - ma cosa c’è di profano nella bellezza? - e le cose sacre. Il risultato è che la vita umana sta diventando veramente “profana” - cioè squallida - e la vita di chiesa la segue a ruota libera.
Faccio ora una piccola parentesi. Il coro delle Zingarelle mi ha ricordato un coro di zingare molto più bello di quello de “La Traviata”, cioè appunto la “Chanson Bohème” della “Carmen”. Anni fa la insegnai al nostro coro parrocchiale e mi ricordo che, loro che si lamentavano sempre perché li facevo cantare troppo in alto e protestavano che non ci arrivavano, al sol diesis della Chanson Bohème - tanto è sublime ed esaltante - ci arrivarono senza problemi e senza proteste. Dunque quando una cosa piace si riesce sempre a farla. “La fame aguzza l’ingegno”, anche la fame della bellezza e di una vita migliore. Per questo vorrei dire a quanti hanno obiettato alle mie proposte per l’occupazione giovanile con annessi e connessi che esse si scontrano con le necessità economiche immediate di chi ha basso reddito etc., che se ci si innamora di un programma di vita, ci si inventa “le peggio cose” per realizzarlo e si arriva anche al terribile sol diesis senza spavento! (A proposito: preparatevi ad imparare la “Chanson Bohème”!)
Ma tornando alle esperienze recenti, voglio ancora raccontare che ieri sono stato a Roma in un quartiere tutt’altro che miserabile. Tuttavia mi sono trovato molto a disagio in mezzo al traffico, alle pubblicità inqualificabili e all’indifferenza organizzata. Passando di fronte alla porta di una chiesa ho pensato di entrare per una breve visita. La chiesina era immersa nel silenzio e nel raccoglimento, era abbellita da statue e decorazioni di buon gusto con un’adeguata illuminazione e alcune donne erano inginocchiate in adorazione di fronte al SS. Sacramento solennemente esposto. Che differenza e che sollievo! Ma che salto mortale! Non è possibile una cosa simile! Non c’è una mediazione tra un mondo a l’altro! Chi sta fuori non immagina neanche ciò che vi è dentro e chi è dentro, quando infine uscirà, come potrà non sentirsi cancellare violentemente dall’animo ogni ricordo di quanto ha provato nella chiesina silenziosa?
Di nuovo l’impressione di una separazione innaturale e dell’inevitabile conseguenza: che lo squallore di fuori finirà per trasmettersi anche dentro! E quale può essere la mediazione tra il “sacro” e il “profano” se non quella bellezza, quella sublimità, quella gioia della vita che nell’esperienza umana si estingue quando essa non è irradiata dalla presenza, sullo sfondo, del mondo divino e nell’esperienza religiosa si inaridisce quando essa non prende il suo slancio dall’esperienza umana?
Tuttavia i cartelloni pubblicitari e i filmati ad uso dei viaggiatori in attesa della metropolitana sembravano obiettare: ma guarda al Parco della Musica che spettacoli straordinari, e che sequenze seducenti sono in serbo per gli abbonati a Sky! Ah, certo! Hanno tolto ogni umanità dalla nostra vita quotidiana per vendercene a caro prezzo un surrogato in scatola! Perché la madre si affligge tanto della morte del suo caro figlio, dal momento che può disporre di tante sue fotografie?
Io proporrei dunque di lasciare il Parco della Musica a chi ci vuole andare e Sky a chi non sa come impiegare meglio i soldi che riesce a sottrarre allo stato ladro e di impegnarci invece a riportare un po’ di umanità, di bellezza e di religione nella vita quotidiana e un po’ di vita quotidiana, così ravvivata, nella religione. D’accordo?
Dunque ecco il programma del prossimo incontro del 27 giugno:

Come al solito tra le 10,30 e le 10,45 appuntamento davanti alla chiesa.
Ore 11,00 S. Messa
Ore 12,00 incontro con D. Massimo in Biblioteca. Questa volta D. Massimo vi risparmia i discorsi introduttivi perché ha già detto abbastanza in queste pagine. Perciò - mentre come al solito i piccoli andranno con Angela, Eleonora, Alessandra e Antonietta a preparare i loro giochi - i bambini un po’ cresciuti si dedicheranno subito ad imparare alcuni canti a canone sacri e profani.
Ore 13,00 ora media in chiesa con la comunità
Ore 13,15 pranzo nel refettorio degli ospiti. Alla fine del pranzo il P. Priore verrà a salutare i convenuti e per lui si eseguirà un canto di ringraziamento imparato poco prima.
Ore 14,30 incontro con D. Massimo sulla torre (ultimo piano), mentre i piccoli con le loro assistenti si fermeranno al secondo piano.
Questa volta vogliamo far trovare ai partecipanti già le cose pronte, in modo che l’allestimento degli spazi richieda poco tempo e si possa subito passare alle attività. Dunque nei prossimi giorni prepareremo, all’ultimo piano della torre, un arredamento conveniente per accogliere un momento di convivialità familiare (arredatrici: Alessia, Emanuela - che purtroppo questa volta non sarà presente - Elisabetta; tecnici Salvatore, Alessandro); un arredamento conveniente per il momento conclusivo di preghiera (arredatrici: come sopra, più Cristina Satta; tecnici: come sopra. Chiedo a Mario se può preparare e portare un leggio da tavolo)
Una volta allestiti gli ambienti lo svolgimento delle attività sarà il seguente:
1. Presentazione, da parte di Cristina Crescenzi, di pagine poetiche scritte a mano con grafia artistica e decorazione. Proposta di un insegnamento per imparare questa tecnica artistica.
2. Lettura di poesie e prose eseguite da Max. Proposta simile per la lettura.
3. Esecuzione di canti a canone con la guida di Donata e di D. Massimo. Proposta di un insegnamento, come sopra.
4. Giochi istruttivi eseguiti dai piccoli - nel frattempo saliti all’ultimo piano.
5. Nel corso delle attività Salvatore eseguirà delle riprese filmate. Proposta di un insegnamento tecnico, come sopra.
6. Momento di preghiera conclusiva, comprendente accensione di candele (portare un accendino!), lettura di un testo sacro espressivo ben scelto e canto a canone. Anche i piccoli parteciperanno. Cristina Crescenzi potrebbe preparare i testi da cantare con scrittura e decorazione artistica. (Potrebbe esserci una proposta da parte delle suore brigidine filippine di un insegnamento per imparare ad eseguire le loro meravigliose statue-bambole. Così pure si dovrà decidere sulla settimana in monastero dal 23 al 30 agosto).

Con la preghiera si concluderà la giornata.
Si prega di confermare al più presto la propria partecipazione (anche chi lo ha già fatto).
Cari saluti a tutti voi
D. Massimo

 

 

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