Tra il 2006 e il 2007 un gruppo di persone intenzionate a fare qualche cosa di serio per la gioventù, diverse per età, provenienza, formazione e cultura, ma appassionate per un unico ideale, sono state condotte senza prevederlo a collaborare insieme per un progetto da realizzare presso l'Abbazia di Farfa, nato quasi per caso da dialoghi informali tra loro. La maggior parte di loro sono laici, alcuni non solo per condizione ma anche per convinzioni. Il progetto dunque fin dall'origine non è confessionale.
A settembre del 2007 si organizza il primo incontro con giovani liceali della provincia di Rieti, della durata di una settimana. Numero dei partecipanti: una decina tra ragazzi e ragazze. Il titolo di questo primo incontro: "Comprendere il proprio tempo". Questo argomento rimarrà come tema di fondo per tutti i successivi incontri. Contrariamente alle pessimistiche previsioni, i ragazzi partecipanti sono rimasti entusiasti. Perciò si è deciso di continuare. A settembre del 2008 secondo incontro, della durata di quattro giorni. Il numero dei partecipanti sale a circa trentacinque! Tema dell'incontro: "La scuola e la vita"
Tutti i ragazzi e ragazze presenti hanno espresso il desiderio di tornare ancora l'anno prossimo. C'è stato anche un incontro supplementare il 2 gennaio 2009, al quale hanno partecipato soltanto una decina di giovani. Si è parlato del prossimo incontro, dal titolo: Più gioia, la riscoperta di un'opera dimenticata nel centenario della sua pubblicazione (1909-2009).
Presentazione dell'iniziativa: Nel 1909 il Vescovo di Rottenburg (Germania) Paul Wilhelm von Keppler (1852-1926) pubblicò un volumetto dal titolo Mehr Freude (Più gioia) che riscosse un grandissimo successo: ristampato fino al 1929 in 183.000 copie, fu tradotto in tredici lingue (trad. italiana Più gioia, Roma, 1911).
Totalmente dimenticato nei tragici decenni successivi, il volume appare oggi di grande attualità. Di là dal suo carattere confessionale, esso affronta un problema di universale interesse umano: il grande deficit di gioia nella società moderna, e in particolare nella gioventù e nell'infanzia. Sorretta da una forte ispirazione poetica, l'opera affronta problemi anche oggi molto sentiti, quali l'estraniamento dell'uomo dalla natura, la frammentazione del lavoro, la diffusione dell'alcoolismo, la crisi delle arti belle, la dimenticanza del canto popolare etc. Il seminario vorrebbe proporre ai liceali della provincia di Rieti una riflessione sui temi in questione partendo da una rilettura dell'opera del Keppler. Data poi l'area linguista di provenienza del volume, si vorrebbe favorire la partecipazione al seminario di studenti di lingua tedesca, coinvolgendo in particolare la Scuola Tedesca e la Scuola Svizzera di Roma. Ciò permetterebbe uno scambio culturale tra i giovani della nostra provincia e gli studenti europei di lingua germanica
"Dal 1 al 4 Settembre non ero a casa...Ho soggiornato nell'Abbazia di Farfa per partecipare ad un seminario per giovani liceali...!!"
...Espressioni interrogative sulle facce dei miei amici interlocutori...
"Ah...come ti va...Ma che cosa fate?"
"Incontriamo docenti provenienti da vari ambiti disciplinari e facciamo lezioni su diversi argomenti che, però, ruotano tutti intorno ad un tema centrale proposto per il seminario....Quest'anno si è trattato del libro "Più Gioia": un testo, scritto da un vescovo tedesco, di cui ricorre il centenario della pubblicazione e che è stato riscoperto dall'organizzatore del seminario, Don Massimo".....
A questo punto alcuni miei amici sono ancora scettici ed io mi affretto a precisare che non si tratta affatto dell'esperienza noiosa che sembra, ma, allo stesso tempo è un po' difficile da spiegare...almeno per me, vista la grande ricchezza di pensieri che questo tipo di esperienza mi ha lasciato, e la quale ha scavato talmente in profondità da non riuscire talvolta a delimitarne i contorni.
Provo, perciò, a raccogliere le idee, pensando che, in effetti, soprattutto quest'anno (il secondo per me a Farfa), partecipare al seminario ha significato raccogliere una sfida, quella lanciata da Don Massimo ad alunni e docenti sottoponendo loro un testo ormai centenario dal titolo enfatico, di uno sconosciuto vescovo tedesco: Paul Wilhelm von KEPPLER.
Mi è parso di percepire, infatti, che la prima reazione di fronte a questo libro fosse di diffidenza, venata magari da qualche pregiudizio, perché come avrebbe potuto un personaggio così lontano ed appartenente ad un ambiente, quello religioso, così estraneo a molti di noi, parlare alla nostra vita?
Ma l'esperienza del seminario riserva sempre delle piccole grandi sorprese e rende possibili cose imprevedibili...!
Si è iniziato dunque, nella sera del 31 Agosto, con un'attività manuale, elaborata a seguito di una meditazione individuale, su degli spunti proposti dalla prof.ssa Tiziana Sandro, pedagogista, la quale invita solitamente gli studenti, nella serata di apertura del seminario, ad un approccio molto personale al tema del seminario stesso. Operazione non facile, devo ammettere, almeno da parte mia, poiché richiede di mettersi in ascolto di quella interiorità che molto spesso viene schiacciata dal ritmo martellante della vita quotidiana, e di mostrarne un piccolo pezzo a persone che alla prima sera sono in gran parte sconosciute. In alcuni casi questa attività lascia noi ragazzi perplessi e un po' a disagio forse, ma punzecchia altresì una parte di noi spesso intorpidita, e sollecita a fare un passo indietro rispetto al nostro status quo di ragazzi in uscita dall'adolescenza.
Nella mattina seguente, comunque, proseguendo in piccoli gruppi con la seconda parte dell'attività della prof.ssa Sandro, cominciano a spuntare i primi interrogativi dalla nostra interiorità, che scossa dalle sollecitazioni, inizia a guardarsi intorno.
E basta che arrivi il pomeriggio, in cui, dopo esser stati rifocillati dalla gentile e brava cuoca dell'Abbazia e da un paio d'ore di riposo, il prof. Paolo Lapponi, biologo nonché fratello antipode di Don Massimo, ci fornisca un approccio "più laico e più recente al tema del seminario", perché gli interrogativi aperti si moltiplichino e diventino sempre più profondi e definiti. Riprendendo una frase di un nostro ispirato compagno direi che il seme del seminario è stato ormai seminato....
Superata la timidezza iniziale, cominciano, allora, a levarsi le prime mani che chiedono la parola: le prime battute di un dialogo e di un confronto che, alimentato dall'entusiasmo intellettuale dei nostri docenti, porta il dibattito anche fuori dall'aula e addirittura in mensa durante i pasti.
Una delle cose, infatti, che rendono questi seminari esperienze uniche ed estremamente stimolanti, è la possibilità di condividere con i docenti, Don Massimo incluso, ogni momento della giornata: non soltanto le lezioni alle quali assistono sempre in più di uno, ma anche i momenti di svago o le uscite nel territorio organizzati entrambi con molto impegno e scrupolosità.
Inseriti nella ricca offerta del nostro seminario quest'anno, abbiamo potuto assistere, per l'appunto, nella sera del 1 Settembre ad un concerto nella Sala Schuster della Corale "Armando Antonelli" di Matelica (MC), che ha rappresentato in due date (di cui la prima a Montebuono), l'opera "Violetta" scritta dallo stesso Don Massimo, pensate!;e Giovedì 3 Settembre, dopo che nella mattinata il ricercatore e fotografo Giancarlo Cammerini, il quale ha raccolto anch'egli la sfida di Don Massimo e partendo dalla gioia della natura di cui parla il Keppler, ci ha fornito una speciale lente di ingrandimento sulla natura della provincia reatina grazie alle sue splendide fotografie, in seguito nel pomeriggio siamo stati accompagnati fuori dall'Abbazia alla riscoperta di Bocchignano, guidati dalla dott.ssa Elena Onori, storica dell'arte, per poi concludere la giornata con una bella cena all'aria aperta nel cuore della campagna, ospiti insieme a molte altre persone del prof. Paolo Lapponi, per poter ascoltare le storie che il prof. Franco Piperno, fisico, intreccia piacevolmente alle sue spiegazioni della volta stellata.
Ma la vera sorpresa ci è stata regalata Mercoledì 2 Settembre...
Al secondo giorno pieno di seminario, abbiamo, infatti, avuto il piacere di conoscere la dott.ssa austriaca Karin Marin, esperta in storia e teologia, che ci ha presentato, contestualizzandola competentemente, la figura dell'autore di questo libro "Più Gioia", con il quale cominciavamo ormai a prendere confidenza e che qualcuno di noi iniziava a sfogliare incuriosito. Ancora una volta, dietro l'invito della dott.ssa Karin, abbiamo riflettuto insieme in piccoli gruppi per poi far confluire i nostri pensieri nel dibattito che non ha tardato a riaccendersi nella sala degli audiovisivi, punto di ritrovo comune e luogo delle nostre informali lezioni.
Nel pomeriggio,invece, abbiamo ritrovato con molto piacere una nostra conoscenza dello scorso anno, come lo erano anche altri docenti: il prof. Stefano Laffi, economista e sociologo direttamente da Milano, che non solo ci parlato in modo innovativo di un argomento molto delicato ed importante quale l'etica sessuale, spiegandoci il testo in merito dello scrittore e pedagogista F.W. Foerster, cioè una delle principali fonti del Keppler, ma ci ha fornito, se così mi è concesso dire, insieme alla sua compagna la dott.ssa in Filosofia Eva, l'esempio concreto di una delle più grandi gioie che si possano scoprire e vivere quotidianamente nella vita: quella di giurarsi amore eterno di fronte a Dio! Come una ragazza ha giustamente osservato durante la festa serale organizzata benissimo dai nostri compagni del liceo scientifico di Poggio Mirteto: questo seminario ha trovato davvero un perfetto coronamento!
A ciò mi sento in dovere di aggiungere che i nostri docenti, tra i quali c'erano anche i prof. Angelo Silvestri, filosofo, ed il vulcanico prof. Mario Pisanu, letterato, che sono stati sempre presenti e disposti al dialogo con noi ragazzi pur non tenendo lezioni frontali, hanno saputo tenere le fila di una macrodiscussione che si è protratta per giorni con competenza, grande onestà intellettuale ed umanità; anzi vorrei ribadire proprio humanitas, perché ciò che ci siamo ritrovati a cercare insieme in tutte le nostre discussioni è stato proprio di rimettere al centro della nostra attenzione la persona umana in quanto tale e che, quindi, ha un inalienabile diritto alla Gioia.
Perciò la conclusione del nostro seminario, che è allo stesso tempo un trampolino di lancio, ci è stata fornita magistralmente dal prof. Salvatore Abbruzzese, sociologo, il quale ha augurato a noi e a sé stesso di fuggire ogni tentazione del pregiudizio poiché "un pregiudizio è un incontro che non ci si è creati" e perciò un possibile appuntamento mancato con la Gioia.
Bordi Giulia - Liceo Classico "Lorenzo Rocci"
L'Abbazia di Farfa
La "Regola" oggi
Liturgia del giorno
Oltre L'Abbazia